LEGGE 449/97 , art. 51, comma 6

 

51.Università e ricerca.

1. Il sistema universitario concorre alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 1998-2000, garantendo che il fabbisogno finanziario, riferito alle università  statali, ai policlinici universitari a gestione diretta, ai dipartimenti ed a tutti gli altri centri con autonomia finanziaria e contabile, da esso complessivamente generato nel 1998 non sia superiore a quello rilevato a consuntivo per il 1997, e per gli anni 1999 e 2000 non sia superiore a quello dell'anno precedente maggiorato del tasso programmato di inflazione. Il Ministero dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica procede annualmente alla determinazione del fabbisogno finanziario programmato per ciascun ateneo, sentita la Conferenza permanente dei rettori delle università  italiane, tenendo conto degli obiettivi di riequilibrio nella distribuzione delle risorse e delle esigenze di razionalizzazione dell'attuale sistema universitario. Saranno peraltro tenute in considerazione le aggiuntive esigenze di fabbisogno finanziario per gli insediamenti universitari previsti dall'articolo 9, D.P.R. 30 dicembre 1995 (296), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 29 febbraio 1996.

2. Il Consiglio nazionale delle ricerche, l'Agenzia spaziale italiana, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, l'Istituto nazionale di fisica della materia, l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 19982000, garantendo che il fabbisogno finanziario da essi complessivamente generato nel 1998 non sia superiore a 3.150 miliardi di lire, e per gli anni 1999 e 2000 non sia superiore a quello dell'anno precedente maggiorato del tasso programmato di inflazione. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentiti i Ministri dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, procede annualmente alla determinazione del fabbisogno finanziario programmato per ciascun ente.

3. Le disposizioni di cui agli articoli 7 e 9 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 (297), sono estese a partire dal 1° gennaio 1999 alle università  statali, sentita la Conferenza permanente dei rettori delle università  italiane. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica determina, con proprio decreto, le modalità operative per l'attuazione delle disposizioni predette.

4. Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università  statali non possono eccedere il 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario. Nel caso dell'Università  degli studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti per il funzionamento erogati ai sensi della legge 14 agosto 1982, n. 590 (298).

Le università  nelle quali la spesa per il personale di ruolo abbia ecceduto nel 1997 e negli anni successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni di personale di ruolo il cui costo non superi, su base annua, il 35 per cento delle risorse finanziarie che si rendano disponibili per le cessazioni dal ruolo dell'anno di riferimento. Tale disposizione non si applica alle assunzioni derivanti dall'espletamento di concorsi già  banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane operativa sino a che la spesa per il personale di ruolo ecceda il limite previsto dal presente comma.

5. Al comma 3 dell'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (299), dopo le parole: "a standard dei costi di produzione per studente" sono inserite le seguenti: "al minore valore percentuale della quota relativa alla spesa per il personale di ruolo sul fondo per il finanziamento ordinario". Sono abrogati i commi 10, 11 e 12 dell'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (299), nonché (c) il comma 1 dell'articolo 6 della legge 18 marzo 1989, n. 118 (298). Le università  statali definiscono e modificano gli organici di ateneo secondo i rispettivi ordinamenti. A decorrere dal 1 gennaio 1998 alle università statali e agli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano si applicano, in materia di organici e di vincoli all'assunzione di personale di ruolo, esclusivamente le disposizioni di cui al presente articolo.

6. Le università , gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593 (300), e successive modificazioni e integrazioni, l'ENEA e l'ASI, nell'ambito delle disponibilità  di bilancio, assicurando, con proprie disposizioni, idonee procedure di valutazione comparativa e la pubblicità degli atti, possono conferire assegni per la collaborazione ad attività  di ricerca. Possono essere titolari degli assegni dottori di ricerca o laureati in possesso di curriculum scientifico professionale idoneo per lo svolgimento di attività  di ricerca, con esclusione del personale di ruolo presso i soggetti di cui al primo periodo del presente comma. Gli assegni hanno durata non superiore a quattro anni e possono essere rinnovati nel limite massimo di otto anni con lo stesso soggetto, ovvero di quattro anni se il titolare ha usufruito della borsa per il dottorato di ricerca. Non è ammesso il cumulo con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività  di ricerca dei titolari di assegni.

Il titolare di assegni può frequentare corsi di dottorato di ricerca anche in deroga al numero determinato, per ciascuna università , ai sensi dell'articolo 70 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (301), fermo restando il superamento delle prove di ammissione. Le università  possono fissare il numero massimo dei titolari di assegno ammessi a frequentare in soprannumero i corsi di dottorato. Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in aspettativa senza assegni. Agli assegni di cui al presente comma si applicano, in materia fiscale, le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476 (298), e successive modificazioni e integrazioni, nonché (c), in materia previdenziale, quelle di cui all'articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (302), e successive modificazioni e integrazioni. Per la determinazione degli importi e per le modalità  di conferimento degli assegni si provvede con decreti del Ministro dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica (302/a). I soggetti di cui al primo periodo del presente comma sono altresì autorizzati a stipulare, per specifiche prestazioni previste da programmi di ricerca, appositi contratti ai sensi degli articoli 2222 e seguenti del codice civile, compatibili anche con rapporti di lavoro subordinato presso amministrazioni dello Stato ed enti pubblici e privati. Gli assegni e i contratti non danno luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli dei soggetti di cui al primo periodo del presente comma (302/cost).

7. Ai fini dell'applicazione della presente legge, per enti di ricerca o per enti pubblici di ricerca si intendono i soggetti di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593 (300), e successive modificazioni e integrazioni, nonché (c) l'ENEA.

All'ASI si applicano esclusivamente le disposizioni di cui ai commi 2 e 6 presente articolo, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 5.

8. (303).

9. A partire dall'anno 1998, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica su proposta del Ministro dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica trasferisce, con proprio decreto, all'unità  previsionale di base "Ricerca scientifica", capitolo 7520, dello stato di previsione del Ministero dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica, al fine di costituire, insieme alle risorse ivi già  disponibili, un Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico, da assegnare al finanziamento di specifici progetti, un importo opportunamente differenziato e comunque non superiore al 5 per cento di ogni stanziamento di bilancio autorizzato o da autorizzare a favore del Consiglio nazionale delle ricerche, dell'Agenzia spaziale italiana, dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, dell'Istituto nazionale di fisica della materia, dell'Osservatorio geofisico sperimentale, del Centro italiano ricerche aerospaziali, dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, del Fondo speciale per la ricerca applicata di cui all'articolo 4 della legge 25 ottobre 1968, n. 1089 (304), nonché (c) delle disponibilità  a valere sulle autorizzazioni di spesa di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415 (305), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488. Il Ministro dell'università  e della ricerca scientifica e tecnologica, con proprio decreto emanato dopo aver acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, determina le priorità  e le modalità  di impiego del Fondo per specifici progetti (306).

10. L'aliquota prevista dal comma 4 dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1985, n. 331 (307), e la riserva di cui al comma 8 dell'articolo 7 della legge 22 dicembre 1986, n. 910 (308), sono determinate nel 6 per cento dello stanziamento totale (308/a).

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           (296) Riportato alla voce Istruzione pubblica: istruzione superiore.

           (297) Riportato al n. A/CLXIII.

           (298) Riportata alla voce Istruzione pubblica: istruzione superiore.

           (299) Riportata al n. A/CXXXIII.

           (299) Riportata al n. A/CXXXIII.

           (298) Riportata alla voce Istruzione pubblica: istruzione superiore.

           (300) Riportato alla voce Impiegati civili dello Stato.

           (301) Riportato alla voce Istruzione pubblica: istruzione superiore.

           (298) Riportata alla voce Istruzione pubblica: istruzione superiore.

           (302) Riportata alla voce Previdenza sociale.

           (302/a) Vedi il D.M. 11 febbraio 1998, riportato alla voce Ministero

           dell'università  e della ricerca scientifica.

           (302/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 1-9 luglio 2002, n. 331

           (Gazz. Uff. 17 luglio 2002, n. 28, serie speciale), ha dichiarato la

           manifesta inammissibilità  della questione di legittimità  costituzionale

           dell'art. 51, comma 6, sollevata dal Tribunale amministrativo regionale

           del Friuli - Venezia Giulia, in riferimento all'art. 3 della Costituzione.

           (300) Riportato alla voce Impiegati civili dello Stato.

           (303) Sostituisce il comma 93 dell'art. 1, L. 23 dicembre 1996, n. 662,

           riportata al n. A/CLII, e abroga il comma 94 dello stesso art. 1.

           (304) Riportata alla voce Artigianato, medie e piccole industrie.

           (305) Riportato alla voce Cassa per il Mezzogiorno.

           (306) Comma così modificato dall'art. 7, D.Lgs. 5 giugno 1998, n. 204,

           riportato alla voce Ministero dell'università  e della ricerca scientifica

           e tecnologica.

           (307) Riportata alla voce Istruzione pubblica: disposizioni generali.

           (308) Riportata al n. A/XC.

           (308/a) Vedi, anche, l'art. 29, L. 23 dicembre 1998, n. 448, riportata al

           n. A/CLXXVIII.