UNIVERSITA' DEGLI STUDI DELLA BASILICATA

 

 

Decreto Rettorale n. 214 dell'11 aprile 2001

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI ASSEGNI DI RICERCA

(art. 51, comma 6, L. 449/97 )

 

 

ART. 1 - OGGETTO

            Il presente Regolamento disciplina le modalità e le procedure per il conferimento degli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca, di seguito denominati assegni, previsti dall'art. 51, comma 6, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449.

            I titolari di assegno partecipano a programmi di ricerca ed alle connesse attività tecnico-scientifiche, in diretta collaborazione con il personale docente e ricercatore. L'attività oggetto degli assegni di ricerca dovrà presentare le seguenti caratteristiche:

a) carattere continuativo e comunque temporalmente definito, non meramente occasionale, ed in rapporto di coordinamento rispetto alle attività dell'Ateneo;

b) stretto legame con la realizzazione di un programma di ricerca o di una fase di esso, che costituisce l'oggetto del rapporto;

c) svolgimento in condizione di autonomia, nei soli limiti del programma predisposto dal responsabile stesso, senza orario di lavoro predeterminato.

 

ART. 2 - SOGGETTI

            Possono accedere agli assegni coloro che siano in possesso di almeno uno dei seguenti titoli:

a) dottorato di ricerca, in settori disciplinari attinenti a quello per il quale è stato bandito l'assegno;

b) diploma di laurea, corredato da curriculum scientifico-professionale idoneo per lo svolgimento della specifica attività di ricerca, secondo quanto precisato dal bando di concorso.

Nel caso di titoli conseguiti all'estero, l’equipollenza dovrà essere riconosciuta in base alla normativa vigente.

E' escluso dal conferimento degli assegni il personale di ruolo delle università, degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, degli enti pubblici e delle istituzioni di ricerca di cui all'art. 8 del DPCM del 30.12.1993, n. 593, e successive modificazioni e integrazioni, dell'ENEA e dell'ASI.

            Sono, altresì, esclusi dal conferimento degli assegni i neo-laureati privi di ulteriori titoli di formazione alla ricerca o di documentata ed idonea esperienza per attività di ricerca già svolta ovvero di curriculum scientifico-professionale adeguato.

 

ART. 3 - DURATA E RINNOVO

            Gli assegni possono avere una durata minima di un anno ed una durata massima non superiore a quattro anni.

L'Amministrazione non si avvarrà della facoltà prevista dall'art. 51, comma 6, della Legge 449/97, di prorogare l'assegno di ricerca oltre i quattro anni con lo stesso soggetto.

            La valutazione dell'attività svolta spetta al responsabile del progetto di ricerca.

Per motivate esigenze del programma di ricerca, il responsabile può proporre la proroga o il rinnovo dell'assegno, purché la durata originaria non oltrepassi i quattro anni.

Le proposte di proroga o di rinnovo devono essere sottoposte all'approvazione del Consiglio di Dipartimento competente, che dovrà tenere conto della disponibilità finanziaria.

            In nessun caso la durata potrà oltrepassare i limiti temporali del programma di ricerca.

 

ART. 4 - FINANZIAMENTO

            Al finanziamento degli assegni si provvede utilizzando le ordinarie disponibilità stanziate sul bilancio di Ateneo.

            I Dipartimenti possono richiedere l'attivazione di assegni utilizzando anche fondi a ciò specificamente destinati nell'ambito di convenzioni, contratti o contributi di ricerca.

 

ART. 5 - ATTIVAZIONE

            Il Senato Accademico approva annualmente l'istituzione degli assegni di ricerca, le cui esigenze sono state individuate dai Consigli dei Dipartimenti proponenti.

            I responsabili di progetti di ricerca possono avanzare proposte di istituzione di assegni al Consiglio del Dipartimento di afferenza, che è tenuto ad attribuire un ordine di priorità tra le varie richieste presentate.

            Le proposte dovranno contenere:

a) il numero e la durata degli assegni (non superiore a quattro anni e non inferiore a un anno);

b) il progetto di ricerca al quale verrà destinata l'attività di collaborazione, con l'indicazione del settore scientifico-disciplinare e del responsabile del progetto;

c) i requisiti richiesti per l'ammissione al concorso, ai sensi dell'art. 2 del presente Regolamento;

d) le forme di controllo e di valutazione dell'attività, in applicazione di quanto disposto dal successivo art. 13;

e) fonte del finanziamento e dichiarazione di disponibilità dei fondi necessari al conferimento dell'assegno.

Gli assegni di ricerca interamente finanziati dal proponente, con fondi a ciò specificamente destinati nell'ambito di convenzioni, contratti o contributi di ricerca, e/o con disponibilità finanziarie iscritte sul Bilancio del Dipartimento, previa deliberazione del Consiglio del Dipartimento di afferenza, saranno banditi con Decreto Rettorale, senza l'approvazione del Senato Accademico. Le predette proposte di istituzione di assegni di ricerca dovranno comunque contenere tutti gli elementi di cui ai punti a), b), c), d), e).

 

ART. 6 - CONTENUTO DEL BANDO

            Per il conferimento degli assegni di ricerca previsti dal presente Regolamento saranno indetti pubblici concorsi.

            Il bando di concorso dovrà indicare:

a) il numero e la durata degli assegni;

b) trattamento economico;

c) il progetto di ricerca al quale verrà destinata l'attività di collaborazione, con indicazione del 

    relativo settore scientifico-disciplinare;

d) i titoli richiesti per l'ammissione al concorso;

e) gli argomenti che formeranno oggetto del colloquio;

f) le forme di controllo e di valutazione dell'attività;

g) le modalità di convocazione dei candidati;

h) il termine e le modalità di presentazione delle domande.

 

ART. 7 - PUBBLICITA' E PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

            Al bando di concorso verrà data pubblicità mediante affissione all'Albo Ufficiale dell'Università della Basilicata, nelle strutture interessate, nonché su sito Internet dell'Ateneo.

Sarà, altresì, data comunicazione ai Rettori delle Università italiane.

            Le domande di partecipazione al concorso, redatte in carta libera, dovranno essere presentate o fatte pervenire a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento all'Università degli Studi della Basilicata - Ufficio Speciale Ricerca Scientifica e Rapporti Internazionali - via N. Sauro 85 - 85100 Potenza entro e non oltre 30 giorni dalla data di affissione del relativo bando all'Albo Ufficiale dell'Università.

            Ad ogni domanda dovranno essere allegati, oltre ad un dettagliato curriculum dell'attività scientifica e professionale, i seguenti titoli:

1. certificato di laurea, con l’indicazione delle votazioni riportate nei singoli esami di profitto e nell’esame di laurea;

2. certificato comprovante l’acquisizione del titolo di dottore di ricerca o l’avvenuto superamento dell’esame finale per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca;

3. pubblicazioni scientifiche;

4. diplomi di specializzazione (di cui all'art. 4 della Legge n. 341/90 e all'art. 3 del D.P.R. n. 509/99), attestati di frequenza di corsi di perfezionamento post lauream (rilasciati ai sensi della vecchia normativa di cui all'art. 17 del D.P.R. n. 162/82 e ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. c, della Legge n. 341/90) conseguiti in Italia o all’estero;

5. attestati di svolgimento di attività di ricerca presso soggetti pubblici e privati con contratti, borse di studio o incarichi di ricerca sia in Italia che all’estero.

Per i titoli redatti in lingua straniera l’Amministrazione potrà richiedere una traduzione in lingua italiana che deve essere certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare ovvero da un traduttore ufficiale.

I titoli di cui ai punti 1., 2. e 4. possono essere semplicemente dichiarati dal candidato nella domanda di partecipazione , ai sensi della normativa vigente.

Per le pubblicazioni scientifiche, il candidato potrà allegare alla domanda apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui se ne attesti la conformità all’originale, ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D.P.R. 20.10.1998, n. 403.

Con riferimento ai titoli di cui al punto 5.,il candidato potrà allegare alla domanda apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’art. 4 della legge  n. 15/68, e successive modificazioni ed integrazioni.

 

ART. 8 - COMMISSIONE GIUDICATRICE

            Per ogni settore scientifico è nominata, con Decreto Rettorale, una Commissione giudicatrice proposta dal Consiglio di Dipartimento, composta da due professori di ruolo ed un ricercatore confermato.

 

ART. 9 - PROCEDURA DI SELEZIONE

            La selezione è per titoli integrata da un  colloquio.

I titoli valutabili sono quelli indicati all’art. 7.

La valutazione dei titoli precede il colloquio.

Il colloquio verterà su argomenti attinenti il progetto di ricerca per il quale è stato bandito l’assegno.

Nel corso del colloquio la Commissione verificherà la conoscenza di una lingua straniera, definita dal bando.

La Commissione dispone di massimo cento punti, di cui 60 punti riservati ai titoli e 40 punti al colloquio.

La Commissione, nella prima riunione, stabilisce i criteri di valutazione e la pertinenza dei titoli, nonché il punteggio massimo agli stessi attribuibili singolarmente e per categorie di titolo.

La Commissione, nel determinare i suddetti punteggi, dovrà comunque dare priorità alle pubblicazioni scientifiche.

Sono ammessi al colloquio i candidati che abbiano riportato almeno 30 dei 60 punti complessivamente a disposizione per i titoli.

 L’avviso per la presentazione al colloquio dovrà essere dato ai predetti candidati  almeno 20 giorni prima della data fissata per lo svolgimento dello stesso.

Il colloquio si intende superato dai candidati con una votazione di almeno 28/40.

Ai fini della graduatoria finale, il punteggio conseguito nella valutazione dei titoli viene sommato a quello riportato nel colloquio.

Al termine dei lavori, la Commissione è tenuta a redigere apposito verbale contenente una circostanziata relazione degli atti della procedura di selezione, in particolare i criteri e le modalità di valutazione dei titoli nonché un giudizio relativo al colloquio sostenuto da ciascun candidato, ed inoltre l'elencazione analitica dei punteggi assegnati, le eventuali esclusioni e la graduatoria finale.

Gli atti relativi alla procedura di selezione nonché  la graduatoria di merito sono approvati con decreto del Rettore.

 

 

ART. 10 - CONFERIMENTO

            Il conferimento degli assegni avviene mediante la stipula di un contratto di diritto privato tra il Rettore e i soggetti utilmente collocati nella graduatoria finale.

            I candidati verranno considerati rinunciatari qualora non si presentino entro il termine fissato.

 

ART. 11 - TRATTAMENTO ECONOMICO

            Il trattamento economico annuo lordo spettante ai titolari di assegno è compreso tra un minimo di lire 25 milioni ed un massimo di 30 milioni, come determinato con D.M. 11.2.1998, comprensivo di tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione e verrà corrisposto in rate mensili posticipate.

            L'importo degli assegni è esente da prelievo fiscale ed  è soggetto alla ritenuta previdenziale prevista dall'art. 2, commi 26 e seguenti, della Legge n. 335/95, modificato dall'art. 59, comma 16 della legge n. 449/97.

 

ART. 12 - COPERTURA ASSICURATIVA

            L'Università provvede alla copertura assicurativa contro gli infortuni e per la responsabilità civile.

 

ART. 13 - VALUTAZIONI

            I titolari di assegno sono soggetti a valutazione, sulla base di dettagliate relazioni da sottoporre al responsabile del progetto di ricerca, con cadenza periodica non superiore all'anno.

Per gli assegni di durata annuale dovrà comunque essere prevista almeno una verifica intermedia.

Il responsabile del progetto è tenuto ad esprimere, su ciascuna relazione, il proprio motivato giudizio.

 

ART. 14 - REVOCA DELL'ASSEGNO INTERRUZIONI E RECESSO

In caso di giudizio negativo a seguito di verifica periodica, o per altro giustificato motivo, il responsabile della ricerca potrà proporre la revoca dell'assegno, da disporsi con apposito decreto Rettorale.

L'attività di ricerca e l'assegno possono essere sospesi per servizio militare, gravidanza e malattia, fermo restando che l'intera durata dell'assegno non può essere ridotta a causa delle suddette sospensioni, purché la durata dell’assegno, comprensiva di eventuali recuperi, non oltrepassi la durata del programma di ricerca. Non costituisce sospensione e, conseguentemente, non va recuperato, un periodo complessivo di assenza giustificata non superiore a trenta giorni in un anno.

Il titolare dell'assegno ha facoltà di recedere dal rapporto dandone preavviso di almeno trenta giorni; in mancanza, verrà trattenuta una somma corrispondente a una mensilità.

 

ART. 15 - NORME FINALI

            Il titolare di assegni di ricerca in servizio presso altre amministrazioni pubbliche deve essere collocato in aspettativa senza assegni.

            Non è ammesso il cumulo con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne con quelle concesse da istituzioni di ricerca nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di ricerca dei titolari di assegno.

            Il titolare di assegni può chiedere di frequentare un corso di dottorato di ricerca anche in sovrannumero rispetto al limite fissato dall'art.70 del D.P.R. 382/80, se dichiarato idoneo nel relativo concorso di ammissione. In tal caso l'Università fissa il numero massimo di titolari di assegni ammessi a frequentare in soprannumero i corsi di dottorato.

            Gli assegni previsti dal presente Regolamento non danno luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli del personale universitario.