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la ricerca di base sulla città-natura

Tutti i viventi per sopravvivere richiedono una organizzazione biologica e una ambientale. All’essere umano ne occorre una terza: la città.
Ogni giorno interi paesi con le loro misure di bene-essere, le case, i monumenti, le istituzioni umane, le tradizioni scientifiche e culturali, vengono gradualmente “oscurate” da una “altra città” che in realtà non si sa bene cosa sia.
Due città si sovrappongono.
Una prima, concreta immobile millenaria, ha compiuto il suo ciclo e vive l’esperienza problematica della CON-TEMPORANEITÁ delle diverse esistenze, storie e forme di civiltà di cui è espressione costruita. Sa tutto di se stessa: la sua storia, la sua geografia, la sua civiltà, il suo bene-essere, le sue forme di pensiero, la sua astrazione e soprattutto i suoi limiti, circondati dalla natura, ma i tempi dei modi di vita che le sono propri sono in forte contraddizione con le accelerazioni metropolitane. L’altra, discontinua, vulnerabile, “virtuale” ma anche fin troppo “attuale”, essendo illimitatamente accelerata non conosce i limiti che garantiscono al futuro il tempo di crescere. Esiste solo giorno per giorno, parla mille linguaggi ma non sa nulla di se stessa e del suo futuro.
La prima città sparisce confusa nella forza di apparire, ipertecnologica e spettacolare, dell’altra.
La seconda perde energia avvilendosi nella concretezza materiale della prima. Per trovare una strada tra le due occorre riconoscere la distanza culturale che separa queste due realtà, comprenderla a fondo e agire in essa con riferimenti chiari, partendo per esempio dall’Europa mediterranea che contiene ancora Grandi Giacimenti di città-natura che si sono progressivamente costruiti in centinaia di anni di lavoro delle civiltà, così come i patrimoni paesistici si sono costituiti in migliaia di anni di lavoro della natura e dell’uomo, accumulando non solo capitali culturali ma anche di tempo e natura.
La “città-natura”, si propone come una risorsa che coniuga la ricchezza della città con la complessità (diversità) della natura: la Banca dei Capitali Naturali e delle Riserve urbane di Civiltà.
Questo prodotto della civiltà umana, il più ricco e complesso di tutti i tempi si trova nell’Europa mediterranea, dove rappresenta per tutti noi un giacimento di futuro: una scorta di culture alternative, una riserva di modi di vita capaci di adattarsi a nuove condizioni senza dover superare i limiti della sostenibilità ecologica ed economica nelle condizioni di civiltà e di natura.

(Armando Sichenze)